GENTLEMAN BRITISH

· Il tradizionalista “british”, ossia chi ha modellato il proprio ideale di eleganza sull’immagine tradizionale di quello che si ritiene essere il “vestire all’inglese”. Anche se il giornalista e direttore di giornali Piero Ottone, uomo di mondo e inveterato snob, dichiarava che «in solo due luoghi ci si veste all’inglese: Genova e Napoli»; mentre la gran massa degli inglesi non veste all’inglese. In effetti – in questo caso – il riferimento è al londinese della city. Non giungendo al punto di adottare, fuori dal suo ambiente specifico, il tight senza code e la bombetta, il nostro “british” indosserà abiti in flanella tra il “fumo di Londra” e l’antracite, abbinati (un po’ incongruentemente) a cravatte di reggimenti e club del Regno Unito (a cui non appartiene né mai apparterrà). In ogni caso non gli farà mai difetto,
perfino sotto i cieli azzurri del nostro Meridione, l’indispensabile accessorio per passeggiare tra le britanniche brume piovose: l’ombrello. Possibilmente con l’anello di contrassegno Fulton Umbrellas o James Ince & Son (naturalmente sottotitolati “express for the Queen”, realizzati espressamente per la Regina)
dal mio libro I SEGRETI DELLO STILE
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