INTERVISTA. AUC ( 2012 )

 

 

Antonino Ubaldo Caltagirone

© FOTO UFFICIO STAMPA

Ama definirsi “ambasciatore” ma è anche un esploratore. Il perché lo si capisce ascoltandolo, seduti nel suo studio in Aston & Cooper a Torino. E un po’ lo lasciava intendere da subito quel ritratto affisso dietro l’ampia scrivania, dipinto sulla base di una foto «scattata quasi per gioco – sottolinea Antonino Ubaldo Caltagirone – durante un’intervista con una troupe americana».

L’immagine lo ritrae seduto su una poltrona Chester, con indosso un Panama e tra le mani un bastone coloniale da passeggio in bamboo. Ma ambasciatore ed esploratore di cosa e di chi? «Dello stile italiano, del made in Italy e di progetti internazionali di eccellenza al di là di ogni nazionalismo».

Antonino Ubaldo Caltagirone, 58 anni, romano di nascita e da anni tornato per scelta lungo le sponde del Po dove aveva frequentato il Liceo – «Torino è una città sì industriale, ma vivibile, elegante, piena di giovani e di risorse», con il suo dna di vera capitale reale vien da pensare – ha nel suo curriculum, o meglio nel suo vissuto, tante altre esperienze. Tra cui di manager per Seat Stet e per Banca Mediolanum Spa, di ideatore del progetto “Pagine Utili Mondadori”, di editore (l’Opinione), di presidente del Gruppo Caltagirone Costruzioni. Fa parte, fin dalla fondazione, del consiglio direttivo di FareAmbiente.
La stato di perfetta forma con cui appare Caltagirone deriva certamente dai prodotti di benessere che utilizza, ma non secondariamente dall’attività sportiva: al di là del golf – non passa inosservata la sacca LV in un angolo dello studio («ma quella non la uso, è pura estetica…») – è la boxe la sua grande passione: sale puntualmente sul ring più volte a settimana allenandosi con un campione del mondo. Così come, allo stesso tempo, non rinuncia mai ai sigari migliori.

 

© FOTO UFFICIO STAMPA

Aston & Cooper
Oggi, Antonino Ubaldo Caltagirone è la punta di diamante di un iceberg virtuoso chiamato Aston & Cooper (“Gentleman to Business” il claime), una «compagnia di charme che seleziona brand di prestigio e crea prodotti per distribuirli nel mondo. La nostra filosofia e il nostro modo di operare trovano forma nel marketing sartoriale: curiamo nei minimi dettagli i rapporti con le persone, la trasparenza e la correttezza, l’interesse del cliente, ogni particolare del prodotto e della sua presentazione. Non ci interessa diventare una multinazionale. Lavoriamo in una nicchia di mercato, la più alta che c’è, evolvendo progetti, promovendo la cultura del gusto e facendo lavorare ottimi professionisti e i giovani più meritevoli».

Le nuove essenze Histories d’Eaux
L’ultima delle creazioni della società si chiama “Histories d’Eaux”, una nuovissima collezione di sei profumi artistici, realizzati in Italia con la collaborazione di due nasi francesi, che saranno distribuiti col contagocce – è il caso di dirlo – solo a selezionati store e profumerie italiani ed esteri. Presentata in anteprima a Milano e poi a settembre a Pitti Fragranze Firenze, la linea è ispirata a uno chansonnier di altri tempi amante della vita, della musica, della passione e della bellezza. Ogni essenza è ispirata a un amore…

Da Nicholas Perricone a Philip Kingsley
Prima dei profumi – e aspettando il lancio di una nuova linea bio per la pelle – Aston & Cooper ha iniziato con la distribuzione in Italia delle creme di Nicholas Perricone. «Un incontro fortuito mentre a New York ero a pranzo con una persona che conosceva entrambi. Ma ci siamo subito intesi», ricorda Caltagirone. Fortuna e fiuto, del resto, sono doti essenziali per un gentleman. Così come il concludere un accordo con una “semplice” stretta di mano. E così le creme delle star di Hollywood sono sbarcate a tutti gli effetti anche in Italia. Ma star o non star «i prodotti Perricone non fanno solo moda, sono avanguardia. Basti pensare che quando viene lanciata una novità, dopo sei mesi le multinazionali copiano le idee e i principi, o meglio provano a copiarle».
Perché, in effetti, la vera qualità è inimitabile, unica. Come la “sartoria” gallese dell’ultraottantenne Philip Kingsley – un altro Sir – che realizza una innovativa linea per capelli prima introvabile in Italia.
Del resto questa è una storia di creatori, esploratori e ambasciatori di eccellenza.

LINK AUC BLOG

 

My Blog